Capodanno 2003 - Tommaso

Buon 2003, che qui a Cuba é l’anno “de los heroicos
aniversarios de Mart y del Moncada”. Perché ad ogni
anno viene dato un nome. Quest’anno é dedicato ai 150
anni della nascita di José Mart, l’eroe nazionale
cubano, e ai 50 anni dall’assalto alla caserma Moncada
a Santiago de Cuba, episodio primo episodio della
ribellione che ha portato alla rivoluzione.
Ovviamente la visita alla caserma Moncada non é
mancata, nel mio “pellegrinaggio” ai luoghi della
rivoluzione.

Ho conosciuto un po’meglio questo paese e questa
gente. Abbiamo sempre dormito in casas particulares
che sarebbero le case delle persone che l’affittano,
quello che in Inghilterra chiamano Bed and Breakfast.
In questo modo vivi in casa con le famiglie e puoi
conoscere personaggi di ogni tipo. Ad esempio Ivn, un
bambino di due anni nipote della signora da cui
stavamo a Santiago. Soprannominato Ivn il terribile,
il tuono, l’uragano, terremoto, ciclone e quanto altro
potesse ricordare catastrofi naturali o cataclismi.
Ivn mi é rimasto da subito molto simpatico, ma é
entrato definitivamente nel mio cuore quando il
secondo giorno che eravamo in casa sua é venuto a
svegliarci tirandoci nel letto alcune delle cucarachas
( scarafaggi) di sei centimetri che affollavano la
casa.
Da Santiago siamo andati a Baracoa, paese
all’estremit orientale di Cuba. A Baracoa sembra di
essere un secolo fa: in una baia in mezzo ad una
foresta di palme e banani, le case quasi tutte di
legno, praticamente senza macchine il mezzo di
trasporto pi utilizzato é il carretto rainato dal
cavallo o la bicicletta. In piazza a Baracoa c’é una
televisione con davanti sedie e panchine, e i
Baracoesi si riuniscono a chiacchierare e a guardare
la tv.
Insomma se siete stanchi del traffico, e della vita
caotica della citt… potete, come si usa dire,
mandare tutto in culo e traferirvi a Baracoa.
In un paesino, Boca de Yumur, vicino a Baracoa ho
conosciuto alcuni ragazzi che mi hanno chiesto se in
Italia si scia. Gli ho risposto di si. Cos loro mi
hanno chiesto se per salire in cima alle montagne ci
sono gli aerei che portano su gli sciatori, e poi li
riprendono in fondo alla pista………gli ho spiegato
dello skilift, l’ovovia etc..anche se Gianni Agnelli
aveva davvero l’elicottero che lo portava su.
Insieme a me ed a mia mamma c’era anche Vittorio un
amico di mia mamma. Né marito, né fidanzato, né
amante, semplicemente un amico. Per i cubani dai
quali stavamo in affitto, e dormivamo in tre nella
stessa stanza, rimanevano sempre molto perplessi. Mi
chiedevano sempre se quei due fossero i miei genitori.
Io gli rispondevo di no, che lei é mia mamma ma
lui……..”ah é il marito di tua mamma?”….No, non é
…….”allora é il fidanzato di tua mamma”…no, no é
un amico, e allora i cubani smettevano di farmi
domande per non avere conferme sul triangolo
orgiastico che immaginavano si sarebbe svolto nelle
loro case. Ma noi castissimi. Al contrario di
tantissimi altri italiani a Cuba. Uno su tutti:
Stefano, in erezione perenne, sedicente bolognese
nonostante l’accento fortemente meridionale.
Arrapatissimo. Lo ho conosciuto a Matanzas, cittadina
molto brutta vicina all’aeroporto di Varadero dove era
appena arrivato dall’Italia. Stefano non appena ha
messo piede nella casa particular in cui eravamo anche
noi a chiesto al padrone di casa “donde estan las
chicas?”. Dopo alcuni minuti si é sistemato e i
padroni di casa ci hanno presentato, cos dopo due o
tre frasi di circostanza e dopo avermi spiegato che é
venuto a Cuba da solo, e che non conosceva nessuno mi
ha chiesto “stasera andiamo a mignotte?” Io ho
declinato l’invito, sai sono molto stanco domattina mi
alzo presto ho mal di testa etc..etc.., cos Stefano
si é unito con Francesco, un altro ospite della nostra
stessa casa, 65 anni, italiano residente in Germania e
turista sessuale con molti anni di esperienza. Stefano
e Francesco, sono andati a mignotte insieme. Mentre io
sono rimasto a chiacchierare con la abuela, la nonna.
Una signora di 93 anni molto simpatica ed
arteriosclerotica che in un paio d’ore mi ha
raccontato pi volte un sacco di cose, le stesse cose,
sulla sua vita e su quella dei suoi 8 figli. La
signora si chiama Milagro e mi ha raccontato dei tempi
della rivoluzione di quando il Che andava a bere il
latte di capra a casa sua, ed altri aneddoti. Io ero
contentissimo di aver avuto delle testimonianze
rivoluzionarie autentiche, fino a quando la figlia
della signora mi ha spiegato che sua madre ha molta
immaginazione e che tutte le storie sul Che e sulla
rivoluzione erano pura invenzione. Vabbé.
Tra i tanti turisti che ho conosciuto mi ero sorpreso
di Steve e Rodha un paio di statunitensi, che,
nonostante questo, mi erano parsi particolarmente
intelligenti. Dopo mezz’ora di conversazione
l’impressione iniziale ha lasciato il passo ad
un’ennessima conferma dell’ottusit dei nordamericani.
Parlando del sistema di istruzione cubano, gratuito,
Steve mi ha spiegato che il sistema nordamericano a
pagamento, é assolutamente migliore, perché pi paghi
per l’universit e pi possibilit hai di trovare
lavori ben retribuiti. In pratica é un investimento.
Infatti il nostro Steve dopo aver speso 60.000 dollari
in due anni per fare un master in Economia in una
delle migliori superuniversit del Michigan, aveva
prima lavorato per la Motorola dove l’avevano
licenziato, poi aveva fondato una societ di
consulenza finanziaria. Fallita dopo neanche un’anno.
E bravo Steve, complimenti.
Beh, a me tra pochi giorni mi scade il visto, quindi
devo uscire da Cuba per poi rientrare. Viene la
Carolina dall’Italia e insieme andiamo in Messico.
Dove cercher di battere il mio record personale di 20
gg con gli stessi bermuda da mare, record stabilito
con pantaloncini rossi a fiori bianchi in Francia e
Olanda nell’estate 1999, Pippo e il Peco testimoniano.
Adesso, visto che i vecchi bermuda mi hanno
abbandonato un paio di anni fa, i candidati al record
sono quelli azzurri e blu. E speriamo bene.
Vista la lunghezza delle mie vacanze accetto
cordialmente i vostri vaffanculo. E vi saluto fino a
febbraio.
Tommy

Leave a Reply