CAOS ORGANIZZATO - Michele

Il traffico, sostengono alcuni, è il modo migliore per capire la società vietnamita.
Ognuno guarda solo davanti a sé, quasi avesse un monitor con nel mirino solo il bersaglio della propria direzione (immagine purtroppo raccolta dalle frequenti immagini televisive di aerei bombaroli). Quello dietro fa altrettanto, cosi’ come quello che gira e cosi’ ognuno sfiora tutti gli altri senza mai toccarsi. Come dire: un popolo deciso che sa dove vuole andare, evitando ingerenze altrui.
Il traffico ovunque accoglie tutti, polli e camion, con le stessa frequenza, ma sono più che altro mezzi a due ruote con almeno due persone a bordo che s’aggrovigliano sulle strade. La politica pianificatoria di due figli a coppia permette di evitare le automobili per portare a spasso tutta la famiglia, regalando belle immagini di motorette stracolme di nonne e nipoti. Le prime volte su un riscio’, che mi dicono essere invenzione francese, alla faccia di Tintin, sembra di stare al cinema dei fratelli Lumiere. Vedi tutti arrivarti incontro e ti senti fari e manubri addosso, invece all’ultimo, un movimento naturale, lento ma deciso, risolve sempre tutto.

Quello che non fa la natura lo fa il clacson, che qui e’ probabilmente stato introdotto perché i veicoli più veloci possano avvisare quelli più lenti (leggi moto e biciclette). Giacchè tutti occupano tutta la strada, infatti, l’unico modo per crearsi una corsia è schioppettare col clacson. Non infastidisce nessuno ma informa tutti.
Per spostarsi, prima di prendere parte attiva al Grande Traffico, utilizzo moto-taxi o riscio’, a seconda delle distanze e della fretta. Ed è strano, a pensarci, affidarsi ogni volta ad uno sconosciuto, con cui hai malamente scambiato qualche suono ed un’indirizzo: salire sulle sue poche ruote e sperare bene. A volte si incontrano gli occhi dei bimbi tra padre e madre su uno scooter o dietro alla madre in bici e la loro indifferenza per il delirio che li circonda, è decisamente tranquillizzante.

L’altro insegnamento fondamentale, per non essere incastrati tra ruote è , volendo attraversare il corso dei cicli, di non fermarsi mai. Proseguire con un passo costante fino all’altra sponda. Se mostri incertezze o rallentamenti, metti in crisi tutto il sistema, provochi danni ed attiri infamie.

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