Dal Marciapiede - Michele

I marciapiedi sono, insieme alle strade, l’altra spiaggia di vita locale. Questo perché la maggioranza delle stagioni offre un grande caldo che permette poco di stare nelle case o nei locali.
Ovunque, filari di alberi complici accompagnano le sagre di cose accadono e l’uso del suolo dà veramente idea della densità della popolazione e del conseguente valore di ogni spazio.
E’ possibile vedere un barbiere all’opera (intento anche, magari, a spulciare le orecchie del cliente con una curiosa pila), qualcuno che mangiucchia o sfrucuglia qualcosa in un piatto, un moto-tassista che aspetta il suo turno, un lustrascarpe intento nel suo compito, una venditrice di qualcosa: tutti raccolti sotto la chioma dello stesso albero.
I personaggi relativamente più pericolosi sono le donne che portano frutte o altro sui bilancieri in spalla: camminano ritmando e seguendo l’ondeggiamento dei due bilancieri, in una danza molto composta e seguita con interesse proprio dagli altri passanti. Quando si apprestano ad attraversare la strada diventano spesso un problema politico.

Quando si passeggia, si scivola tra tutte queste presenze concentrate in un’attività, se ti distrai un attimo ti ritrovi necessariamente qualcuno in collo.
Nonostante questo, comunque, è tutto molto pulito, grazie a delle signore municipali che ogni sera ripuliscono questo mondo e lo preparano al guizzare notturno dei ratti e ad un’altra giornata di traffico umano.

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