Haiti adesso - Andrea

Si parte la mattina presto, verso le 6 mi passano a prendere in macchina
Eric, Genevieve e Rodolphe.
A Rodolphe e’ rimasto il segno su un dito di quando gli hanno sparato per
rubargli 1000 dollari all’uscita dalla banca. Per il resto e’ in forma.

E’ da tanto tempo che mi piacerebbe fare questa camminata attraverso le
montagne fino al mare, da zero a 2600 e a zero di nuovo, in un paio di
giorni.
In realta’ non partiamo da zero. Zero sullivellodelmare significa essere
sulla riva della baia di Potoprens, in mezzo alle bidonvilles dove la gente
ruba terreno al mare metendo blocchi di spazzatura pressata in mare. Serve
per creare delle piattaforme su cui costruire delle case. Beh, case, diciamo
dei posti dove dormire.
Eric ci porta in macchina fino a quota 1600, in neanche un’ora di viaggio.
Montagne ripide, quelle di Haiti.

Cominciamo la camminata. Il Creolo e’ una bella lingua, non troppo
difficile, sulla strada scambiamo quattro chiacchere con la gente che
incontriamo. Per essere precisi, una sola chiacchiera : ba m yon dola !
Dammi un dollaro, ci dice ogni persona che incontriamo.
Non ce l’ho. L’ho gia’ dato a quello che me l’ha chiesto prima. Non posso.
Mi dispiace. No. E perche’ ? Non possiamo aiutare tutta la gente di Haiti.
Forse sarebbe piu’ facile dare un dollaro che cercare ogni volta di non
ripetersi nella risposta.

Il paesaggio e’ incredibile. Le montagne, in creolo mon, sono ripidissime,
ma coltivate. E nude. La gente usa gli alberi per fabbricare il carbone, che
e’ il combustibile meno caro, soprattutto dopo l’aumento del 90% di benzina
e affini.
Non c’e’ quasi piu’ un albero, un paesaggio strano ma bellissimo. Ma come
fanno gli haitiani a coltivare su quelle pendenze ? Noi non riusciamo
nemmeno a camminarci.

Ci sorpassa una bambina con un cesto sulla testa. Deve avere meno di 6 anni
a occhio e croce.
Ciao, dove vai ? Porto il pranzo a mio padre. Dov’e’ tuo padre ? Lontano.
Ciao. Ciao. Anch’io vorrei avere un giorno una bambina che mi porta il
pranzo sulla testa ! Pero’ dalla cucina alla sala da pranzo, senza essere
obbligato a coltivare terre con una pendenza del 40% !

Man mano che procediamo c’e’ un metodo per calcolare la distanza dalla
citta’. Basta guardare quello che la gente porta in testa. Piu’ si e’
lontani, piu’ le cose trasportate sono incredibili. Il colmo e’ una donna
che porta uno zaino sulla testa ! Dobbiamo essere distani, ora.
Ma che bel bimbo, ciao, dove vai ?
Dammi un dollaro.

Ci accorgiamo che tre persone fanno la strada con noi. Questo significa che
vanno apposta piu’ lente per godersi lo spettacolo dei blan che vanno a
piedi per le montagne ! Valli a capire i blan, a piedi in montagna, pur
avendo un auto ! Eh si’, ci hanno visto scendere dall’auto e continuare a
piedi !
I nostri tre compagni di viaggio sono la signora Sylvia e sua figlia Asefi,
e l’ingegner Fritz. Il Creolo e’ una lingua divertente, si’ lo so che l’ho
gia’ detto, ma ora ve lo dimostro : Asefi e’ la quinta bambina che nasce
alla signora Sylvia. Ora lei e il suo compagno vogliono un giovinotto, basta
figlie ! Assez de filles ! Asefi !

L’ingegner Fritz ci spiega che la strada e’ tutta sbagliata, le curve sono
troppo strette, le salite troppo ripide, come ci possono passare le macchine
su una strada cosi’ ? Forse ha ragione, ma tanto nessuno ha i soldi per
comprarsi una macchina e provare.

Ci fermiamo, e i tre si fermano. Ripartiamo, e i nostri tre compagni di
viaggio ripartono con noi.
La signora Sylvia ci osserva, guarda come reagiamo ogni volta che qualcuno
ci chiede un dollaro. Un dollaro haitiano si intende. Ma questa e’ un’altra
storia.
A un certo punto una signora bella in carne, che vende pane in un mercato,
ci dice di essere affamata, non potremmo darle, che so, un dollaro ?
E … sorpresa ! Sylvia interviene : basta chiedere soldi ai blan ! Non
possono dare un dollaro a tutti quelli che incontrano, lasciateli stare !

Eric e Mariolaine decidono di tornare indietro alla macchina, d’altra parte
volevano solo accompagnarci per un pezzetto.
Un tipo guarda Eric e gli chiede sei francese ? Si’. Francese, sei diventato
ricco sfruttando il nostro lavoro !
Non Eric, in ogni caso. Mi chiedo come reagirei a un’osservazione del genere
in Eritrea.

Continuiamo e arriviamo alla localita’ dove dovremmo passare la notte. Dove
sara’ l’albergo ? Un ragazzo ci indica la strada e ci accompagna per i venti
metri che ci separano dalla nostra meta. Poi ci chiede un dollaro, dice che
e’ stato la nostra guida.
Dura la vita a essere haitiano in questo periodo. Gli offiramo qualcosa da
mangiare, ma rifiuta, vuole dei soldi. E noi non glieli diamo, ecco.

Il panorama e’ mozzafiato. Siamo a duemilaeseicento metri e davanti a noi,
proprio davanti a noi, c’e’ il mare dei caraibi.

E cosi’ finisce la prima giornata della nostra passeggiata attreverso le
montagne della Sella.
Da domani, e’ tutta in discesa !

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