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Boroma - Somaliland
Gli elementi di cronaca sono scarni, difficilmente verificabili, parziali. Si sa poco o nulla di come sono andate le cose, a divulgare la notizia è stato del resto un governo del Somaliland che nessuno al mondo riconosce. La polizia locale, come spesso succede, sostiene che a sparare è stato un pazzo. Secondo le fonti più attendibili Annalena Tonelli, 60 anni, missionaria laica e medico, soprannominata la madre Teresa della Somalia, è stata però uccisa da due sicari penetrati nella sua abitazione. Erano armati di fucili e le hanno sparato alla testa. stata un’esecuzione.
morta poco dopo nel suo ospedale, una sorta di oasi di salvezza, quasi un miraggio, in una terra tra le più maledette del pianeta, flagellate dalla malaria, dalla tubercolosi e dall’Aids. La piangono tutti, dall’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu, a politici e diplomatici, associazioni come Medici senza frontiere, ong, volontari che hanno vissuto per anni accanto a lei nelle più remote province del continente. Raramente si è visto un cordoglio così forte per la scomparsa di una persona che, come tante altre, ha scelto di vivere lontano dai teatri illuminati dai riflettori dei grandi net-work che vendono immagini a tutto il mondo.
Annalena Tonelli era amata proprio per la sua statura da anti-eroe che preferiva affidare il suo pensiero ad una piccola rivista dei missionari, come Nigrizia, piuttosto che ambire a sfondare sul grande palcoscenico mediatico. A Borama, nel Somaliland, c’era arrivata solo a una decina di anni, un terzo del tempo che ha speso in Africa. Esperta soprattutto nelle terapie e nella lotta alla tubercolosi, si è dedicata all’ampliamento dell’ospedale della cittadina (100mila abitanti) che oggi ha 200 posti. Vi lavorano 75 persone. Annalena Tonelli abitava in una modesta casa non lontano dall’ospedale e dalla scuola per i bambini sordi e disabili che era nata per sua volontà.
La dottoressa Tonelli si era prodigata nel servizio medico e aveva ideato un progetto sanitario innovativo, il Dots’, ovvero la Directly Observed Therapy’, cioè l’attenta osservazione e cura dell’ammalato di tubercolosi appartenente a gruppi nomadi o seminomadi, oltre ad un sistema di monitoraggio e prevenzione estremamente dettagliato e tecnicamente aggiornato che serva a debellare il morbo.
In un paese a maggioranza musulmana, dove i movimenti radicali e fondamentalisti posseggono basi e appoggi, si era opposta con coraggio alle terribili pratiche, come l’infibulazione, che mutilano e spesso uccidono le donne. Le sue battaglie avevano suscitato odio e desiderio di vendetta sia nei depositari di tradizioni che servono solo a perpetuare il potere ed i ricatti di capiclan e stregoni, sia nei capi del radicalismo religioso, sia nelle bande di criminali dedite al contrabbando e ai traffici che, nella regione, sono molto floridi.
Il Somaliland è l’ex Somalia britannica, si staccò dal resto del paese nel 1991, quando il Corno d’Africa era in fiamme e Siad Barre era fuggito da pochi mesi. I signori della guerra, sulle rovine di Mogadiscio, iniziarono una devastante resa dei conti che portò la Somalia alla rovina; i dirigenti dell’ex protettorato inglese approfittarono della situazione per avviare la secessione che non ha mai ricevuto alcun riconoscimento internazionale. Il Somaliland resta un’entità geografica dominata da capiclan e trafficanti. Fu in questa regione che la giornalista Ilaria Alpi realizzò il suo ultimo reportage.
Annalena Tonelli era giunta in Africa nei primi anni settanta. In Kenya aveva difeso le popolazioni autoctone che risiedono nelle regioni di confine con la Somalia. L’allora presidente e padre-padrone del Kenya, Daniel Arap Moi, aveva ordinato ai soldati di far sparire gli accampamenti delle tribù locali e gli insediamenti dei profughi somali. Annalena Tonelli si era battuta per fermare la repressione e la pulizia etnica. Per questo venne espulsa dal governo di Nairobi che non tollerava un testimone tra le capanne delle popolazioni nomandi che venivano date alle fiamme. Nei primi anni ottanta giunse a Merka, città portuale e, fin da allora, base dei movimenti radicali islamici che si stavano organizzando, mentre in Somalia arrivano le truppe umanitarie di Restore Hope, la sfortunata missione dell’Onu.
A Merka andarono i militari italiani e gli ufficiali conobbero così questa persona mite che aveva deciso di dedicare la sua vita ai diseredati.
Non tutti gradivano il suo impegno, in particolare i capi dei movimenti integralisti che tentavano di imporre l’uso del velo alle donne e dirigevano le incursioni contro i caschi blu. Io non ho paura, mi hanno picchiato, aggredito, espulso - disse Annalena Tonelli alla rivista dei missionari, Nigrizia.
Quando decise di abbandonare Merka, la Caritas decise di sostituirla con un’altra italiana, Graziella Fumagalli, che, nel 1995, venne assassinata da sicari dei capiclan. A Borama avviò l’ampliamento dell’ospedale e face altre battaglie. Per il suo impegno ha ricevuto il Nansen Refugee Award, la massima onorificenza dell’Onu per gli operatori impegnati nel soccorso di popolazioni in pericolo. Il primo giugno del 2002 è stata nominata dal presidente Ciampi Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.