Nairobbery - Greta
cari topazi,
tutto scorre su binari pieni di curve e gallerie ma anche per questo piu’ interessanti; personalmente ho passato penso una delle estati piu’ angosciate della mia ridotta/ossidata esistenza; l’aspettare un bimbo ha cambiato la percezione di tante cose, anche e forse proprio per questo l’estate ha portato pensieri confusi ed a volte preoccupati; tre mesi netti di cielo grigio (robe di kappa sopra il grigiore di Nairobi non hanno illuminato i colori migliori e le notizie che intanto arrivavano dall’Italia non
incoraggiavano grosse scommesse; l’estate si e’ fermata a genova, o meglio qui non e’ mai iniziata. Perche’ genova e’ solo un punto di arrivo e le ripartenze possono portare ancora piu’ lontano, in direzioni poco illuminate; ma bisogna andare.
Nella violenza cieca di genova sono venuti fuori vent’anni di uggia nera che ha infangato la coscienza di un paese, ma forse meglio dire di una fetta di mondo. Perche’ gia’ ad Amsterdam nel 1997, dove mi trovavo per caso, ricordo la polizia caricare trivialmente ragazzi/e seduti sulla scalinate delle chiese a cantare, bere e fumare. Il giorno dopo ci sarebbero stati i (pacifici) cortei di critica al trattato UE di Amsterdam, e l’unico rumore tollerato era il silenzio.
Gia’ la’ vidi ragazzine di vent’anni in lacrime picchiate senza pieta’ da robocop alieni, tute nere col distintivo, che massacravano gente, non cose.
E mi dissi che la polizia del nord era terribile; anche nella civilissima olanda accadevano
spudoratamente certe cose… che nell’europa del sud siamo in fondo piu’ fortunati.
E’ il paragone che ancora si usa per distinguere il nazismo dal fascismo, e non serve assolutamnete a capire. Ed infatti ecco genova, rispolverata a nuovo e revolverata di nuovo.
Nel frattempo infatti tutti gli esperimenti del capitale impazzito, biecamente guidato da istituzioni rozze ed avide (WTO, FMI,WB) stanno naufragando nella melma, trascinandosi intere fette di popolazioni e culture nel vortice; le avanguardie della ristrutturazione stanno miserimmamente franando, nell’apnea di un mondo che le guarda come si guarda un leone in gabbia che inizia a mordere le sbarre fino a perdere le gengive. E la gente aspetta solo di vedere cosa accade dopo, senza rendersi conto che anche le proprie gengive iniziano a cigolare.
E lo dico da un paese dove nessun principio di diritto e’ stato applicato, il presidente (in carica da 25 anni) tiene in piede uno dei governi piu’ corrotti del mondo e ciononostante il Kenya e’ la punta di diamante degli aggiustamenti strutturali in africa ed ha ricevuto miliardi di dollari (inghiottiti dai burocrati) per smantellare servizi sociali e svendere imprese pubbliche: negli ultmi dieci anni sono comparsi fenomeni come i bambini di strada (seicento mila oggi), i sieropositivi sono un quarto della popolazione (ed I preseervativi moralmente scorretti, I farmaci economicamente inaccessibili, gli ospedali praticamente fatiscenti), la fuga dalle campagne, impoverite dall’agricolture globalizzata da esportazione ha riempito gli slums e ridotto generazioni intere alla disperazione (a nairobi la meta’ della popolazione vive nel 1,5%di terra - gli slums), la criminalita’ e’ esplosa in maniera assordante e fili spinati elettrificati e doberman ben aizzati sono il paesaggio tipico dei quartieri piu’ chic.
E sono dati di padre Alex Zanotelli, che vive da anni nello slum di Korogocho, non di un trentenne demente ed intossicato ideologicamente (io ?).
Cosi’ uno dei paesi piu’ ricchi del mondo presenta tassi di fame, malattie e poverta’ elevatissimi, per il solo fatto di dover ‘contribure’ al mondo.
Ma il kenya di per se’ non esiste, e’ solo terra di mezzo, terra di passaggio tra la bava avida del capitale e le risorse pregiate del Sudan (petrolio), del Congo (metalli, pietre ed olii preziosi) e della Somalia (Uranio), che gli americani bramano da tempo, ben accompagnati dai cugini europei e canadesi. E l’indicatore piu’ efficace anche in questo caso e’ lo stato di ‘warfare’, questo trasformare conflitti in guerre, che da piu’ di dieci anni controlla e permette di controllare questi paesi.
Verra’ il vento e ci sembrera’ almeno fresco.