eccoci! - Francesca Anzi
entrati in quest’ultima pericolosa ultima settimana pre-elettorale.
uau! come si può immaginare la tensione sta salendo e la paura che succeda
qualcosa a livello nazionale (qualche altro sequestro?, questa volta con
uccisione compresa?) o a livello personale (magari ti sequestrano proprio a
te che ti sei messo in questa cosa di fare l’osservatore, che cosa servirà
poi?….) sta aumentando. ormai non si parla d’altro. c’è anche un clima
d’attesa non indifferente: hanno detto un sacco di cose. per esempio hanno
detto che rilasceranno differenti carcerati perchè si uniscano alla “mara”
ed aumentino quindi i saccheggi
e gli atti vandalici che possono succedere: altri giovedì e venerdì negro,
insomma. senza parlare di questa ultima decisione, per fortuna ancora non
ufficiale, del governo in carica di dichiarare “festivi” o meglio “non
lavorativi (e guai a chi lavora)” il giorno precendente, lo stesso giorno
delle elezioni ed il giorno dopo. insomma, non ci saranno pompe di benzina,
non ci sarà trasporto pubblico o privato e sembra che neanche la stessa pdh
(procuradoria de los derechos humanos, che attua come principale attore per
l’osservazione elettorale e con la quale io stessa dovrei lavorare). sembra
inoltre che nemmeno i giornali potranno aprire, ma solo le televisioni di
stato (?????). ci manca poco che dichiarino “stato d’emergenza” (nel quale
la polizia e l’esercito prendono il controllo totale della situazione).
insomma stanno organizzando tutto per non permettere l’esercizio del voto.
specialmente in città. è ovvio infatti che se ci sono tre giorni di ferie,
in molti decideranno lasciare la città e quei pochi coraggiosi che
decideranno fermarsi, saranno ostacolati nel voto per la mancanza di
trasporto e per la paura di uscire di casa. (ovvio che qui non è come da
noi dove in ogni scuola c’è un centro di votazione e ci puoi andare anche a
piedi; qui i centri di votazione sono molto scarsi e spesso troppo lontani
per essere raggiunti a piedi).
oggi un taxista (questa settimana non credo userò “camionetas”) mi diceva
“solo speriamo che la comnità internazionale intervenga presto”. e così mi
è venuta in mente la situazione dello zimbabwe nel 2001. molto simile. e
cosa è successo? mugabe alla fine ha vinto. e sì, la comunità
internazionale non lo ha riconosciuto come presidente ufficiale.
addirittura in europa gli hanno tolto il visto per entrare. però lui, dopo
3 anni è ancora presidente. poco tempo fa hanno ucciso il leader
dell’opposizione e il mese scorso 400 attivisti sono stati arrestati
accusati di manifestare mentre chiedevano maggiore democrazia. a cosa serve
l’intervento della comunità internazionale?
succederà qualcosa di simile anche qui? anche questo paese si trasformerà
in uno stato dittatoriale senza possibilità di un miglioramento concreto?
cesca
http://cesca.clarence.com/