Una donna nel Gabon - Camilla
Le pioggie sono finite. E’ iniziata la stagione secca ed i venti serali hanno riniziato a soffiare. Gli ultimi mesi sono volati via e la fine del mio contratto si sta avvicinando precipitosamente. Andati
e tornati da Port Gentil per una missione breve accordata con UNICEF dove ci siamo trovati a fare della formazione sulla lotta contro il traffico dei bambini anche a rapprensentanti politici che erano implicati nel giro ma che di facciata, chiaramente, appoggiavano il nostro programma. Disgustata, mi muovo tra sabbie mobili, gineprai indissolubili e giri di soldi inarrestabili. Strategie di lotta, leggi contro il traffico approvate dal governo e le mille maniere per raggirarle e per continuare a comprare le persone.
Un mercato gestito da una mafia che si é infiltrata ovunque. Giochi politici, promesse, parole, discorsi, soldi, cocktails mentre i bambini diventano la cornice “superflua” del nostro lavoro. Amareggiata ma ancora carica di energia, aspetto l’arrivo del nostro capo di Milano per ridiscutere insieme e cercare di “ri-orientare” il nuovo progetto ALISEI previsto per i prossimi tre anni una volta finito questo attuale. A metà Luglio spero poi di riuscire ad andare nell’isola di Sao Tomé a riposarmi un pò sotto palme tropicali.
Il rientro italiano ed i progetti futuri sono ancora lontani dal mio immaginario perché questa vita gabonese trattiene mente e cuore radicati nel presente.
Una donna dipinta da Eric (sotto influenza diBasquiat) che riflette bene le sensazioni che stovivendo in questo ultimo periodo sul lavoro!
Camilla