Ampara - Camilla

26 Giugno 2005, Ampara

Le giornate continuano a volare via mentre le
tempature salgono. Il progetto inizia a prendere una
forma ed il nostro ufficio in Akareipattu ha grandi
tabelloni bianchi sui muri pieni delle riunioni e
degli impegni settimanali del nostro team che sta
diventando sempre piu’ numeroso. Qualche giorno fa’ le
prime visite nei terreni dove costruiremo le scuole.
Metri, taccquini, macchine fotografiche, bambini
incuriositi ed insegnanti eccitati. Sotto il sole
cuocente, insieme alle mucche, guardavo Nora, la
nostra architetta venezuelana, disegnare le bozze
delle diverse possibili strutture e mi emozionava il
fatto di potere attraversarer tutte le fasi per
arrivare a trovare una scuola costruita dal nulla. I
nostri traduttori oramai ci seguono dappertutto,
Prashantan, venticinquenne, parla un sacco e ama
guardare i cartoni animati, mentre Nazar cerca di
concentrarsi sul lavoro per non pensare alla moglie e
al figlio persi nelle onde del mare, e’ rimasto solo
con una figlia quattordicenne e non sa come prendersi
cura di lei, compito della donna nella cultura
mussulmana. Miss Tilla, la direttrice della ONG locale
WDF che sta lavorando in partnerariato con noi, e’
Tamil, elegante, dolce e forte allo stesso tempo,
lunghi capelli neri raccolti nella treccia, collane e
bracialetti d’oro fanno risaltare il colore olivastro
della sua pelle, sari vivaci ed un sorriso dolcissimo
che mi aiuta, ogni volta, ad oltrepassare i problemi
che incontriamo giornalmente. Lunghe ore di riunioni
con le dovute traduzioni/interpretazioni che
raddoppiano i tempi di comprensione ed ogni volta il
te’ caldo con il latte e le frittelle piccanti che le
ragazze di WDF ci porgono su vassoi colorati. Ad
Ampara, intanto, io e Chiara ci stiamo introducendo
alla “calda” vita sociale della comunita’
internazionale di espatriati che vivono qui, penso una
centocinquantina in questa piccola citta’. Due o tre
unici ristoranti e qualche festicciola con birra,
musica e stelle. Nei week end tanti di noi migrano
verso Arugam Bay, la baia dei surfisti, dove abbiamo
provato a tenerci in equilibrio sulle tavole del surf
con risultati comici e doloranti! I nostri vicini di
casa Sinhalesi sono sempre nei paraggi e la bambina di
due anni si e’ abituata alla nostra presenza correndo
a salutarci ogni volta che ci vede. Qualche giorni fa’
tutto il vicinato ha aspettato che rientrassimo dal
nostro week end marino per chiederci di illuminare le
uniche due candele rimaste spente sulla stradina di
campagna della nostra via per festeggiare il Poya Day.
Bambini e grandi hanno quindi aspettato che
accendessimo le candele e poi siamo rimasti a guardare
la stradina illuminata tutti insieme.

Camilla

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