avvicinandosi all’anniversario dello tsunami - Camilla
Le elezioni presidenziali ed il fiato sospeso.
Cinque giorni di “reclusione consigliata” nella verde Ampara seguiti da altri cinque giorni di Hartal nei quali ci sono stati gravi scontri tra la popolazione tamil e quella mussulmana. Altri morti, una bomba nella moschea di Akaraipattu durante la preghiera e le persone che iniziano a parlare di una vicina guerra da parte delle Tigri tamil (LTTE) che stanno raccogliendo fondi dall’estero per combattere il nuovo Governo radicale singalese.
Messaggi continui sul cellulare dall’albero di sicurezza coordinato dalle UN e le ore che passano immobili mentre le mucche passeggiano vicino a casa. Camminate nel buio totale delle stradine di Ampara, sotto le stelle, con la torcia in mano, per andare a chiaccherare con l’energica Marie o con il pacato Luca mentre aspettiamo di potere uscire di nuovo da Ampara. Domani cosa dicono? Possiamo andare in ufficio?. Quanti altri giorni prevedono?. Nuovo messaggio sul cellulare. E la vita continua avvicinandosi velocemente e pericolosamente al 26 Dicembre, anniversario del primo anno dallo tsunami. Nell’immaginario collettivo tutti se ne aspettano paurosamente un secondo. Fotografi, giornalisti, camera men sono già arrivati e continueranno a venire. Vogliono riprendere il tramonto, farsi raccontare la storia dai beneficiari del progetto, vogliono foto evocative e poco importa se nella zona, in questi giorni, e’ consigliato non circolare. Gli articoli devono uscire in Italia per Natale quando le persone mangeranno i panettoni mentre qui in Sri Lanka le famiglie, ancora dentro gli shelters, ricorderanno in silenzio.
Camilla