Uganda - elezioni nell’oscurità - Guido
Tempi austeri e oscuri da ste parti, non si cammina piu’ sugli allori, le notti sono sempre piu’ buie e il paese avra’ un periodo di stagnazione se le cose non cambiano.
Non piove e fa caldo ormai da troppo tempo e la domanda in termini di energia e’ cresciuta a tanto…Il buon Nilo e il Lago Vittoria si abbassano e l’unica centrale idroelettrica non riesce a soddisfare il fabbisogno. Adesso i “lungimiranti” politici ugandesi hanno adottato una politica energetica e un calendario di distribuzione parecchio furba…24 ore di luce e 24 ore di buio…insomma, un po’ come le intelligenti targhe alterne, io avro’ luce i giorni dispari a quanto pare…o mi accontento del lume di candela o mi tocchera’ uscire un giorno si’ e un giorno no anche se non c’ho da fare un tubo, e mi faro’ solo amici dei giorni dispari…Chi commercia generatori, convertitori elettrici, pannelli solari fara’ una fortuna adesso.
La campagna elettorale imperversa nella quotidianita’, ci si avvicina con curiosita’ e preoccupazione al grande giorno, il 23 di febbraio…fra i vari espatriati, c’e’ chi fuggira’ all’estero per questo periodo, chi si barrichera’ in casa stracolmo di provviste, chi continuera’ nella sua quotidianita’ avendo un occhio di riguardo…onestamente non credo che grandi casini ci saranno, l’attuale presidente, Museveni, ha in mano l’esercito e la polizia e fara’ in modo di mantenere l’ordine, nonche’ di pilotare le elezioni a suo favore..quest’uomo ha cambiato la costituzione per poter partecipare un’altra volta alle elezioni presidenziali ed e’ da ventanni al potere..troppo tempo per un paese e soprattutto per un paese africano…in molti sperano che vinca lui pur votando per l’opposizione, hanno paura di un cambiamento radicale e di rimpiazzare l’uomo della provvidenza (pure loro ce l’hanno) che ha riportato stabilita’, sicurezza e crescita dopo l’infernale binomio Amin&Obote, pero’ allo stesso tempo sperano in una crescita dell’opposizione che porti a un passaggio di consegne nelle prossime elezioni del 2011..probabilmente l’Uganda non e’ pronta a un cambiamento radicale ora..
I cavalli di battaglia elettorali sono ovviamente la crisi energetica e l’irrisolvibile e incomprensibile questione “Kony Land”, i territori del nord, la terra di Joseph Kony. Kony e’ un uomo con seri disturbi mentali, leader dell’Esercito di Resistenza del Signore (LRA), un movimento sincretistico con un mix di valori cristiani e credenze animiste che vorrebe imporre un regime teocratico basato sui dieci comandamenti. Saccheggiano e devastano i centri abitati del nord, uccideno e torturano chiunque capiti loro a tiro e rapiscono i minori (prevalentemente dagli 8 ai 16 anni). Per combattere le truppe di Museveni, i ribelli hanno arruolato con la forza migliaia di ragazzi e ragazze della tribu’ Acholi. Molti dei rapiti hanno letteralmente perso l’uso della ragione trasformandosi in guerrieri che uccidono con ferocia inaudita. L’LRA è stato appoggiato per oltre un decennio dal governo sudanese, in funzione anti-ugandese visto che Museveni ha sempre appoggiato il sud Sudan cristiano. E questo e’ il motivo principale per cui il governo e’ assolutamente incapace di porre fine a questa storia, i ribelli si rifugiano in Sudan quando ci sono le truppe ugandesi, e cacciarli li’ sarebbe una violazione della sovranita’ sudanese con ripercussioni pesanti.
La comunita’ internazionale fa ancora meno per questa storia e vive in una profonda ingnoranza e indifferenza. D’altra parte il mondo e la stampa occidentale non conoscono un cazzo dell’africa sub-sahariana e ne’ c’e’ l’interesse di farlo; nelle notizie sull’africa che si leggono c’e’ un pressappochismo increscioso e molto spesso i governi africani sono conniventi preferendo lasciare trapelare poco in occidente sul loro operato. C’e’ un’immagine parziale di un’Africa monolitica, che confonde e appiattisce i paesi a sud del Sahara in un unico calderone di violenza e disperazione.
Pochi sanno per esempio che il governo americano in Uganda (e non solo), grazie ai Neo-con, ha smesso di distribuire profilattici nei suoi programmi di prevenzione dell’AIDS, e ha fatto pressione sul governo perche’ la campagna di prevenzione si spostasse sulla promozione dell’astinenza sessuale e la monogamia! In Africa! Cominciamo a chiedere al culo di non cacare poi si potra’ anche chiedere agli africani di non trombare…
E pensare che gli africani spesso sono incredibilmente informati nonostante la mancanza di giornali liberi o di tv. Quando prendo i Matatu, i mezzi di trasporto pubblici affollatissimi, e mi metto a leggere il giornale una folta massa di passeggeri si accalca intorno a me e quando provo a girare pagina, mi fermano “aspetta, aspetta che non ho ancora finito l’articolo”…
Retorica per retorica, io sono ottimista, non c’e’ crisi energetica, conflitti etnico-politici e AIDS che tengano, gli africani sono indistruttibili, non tanto come uomo, che muore come mosche, ma come popolo. E’ un popolo piu’ evoluto con dei meccanismi di sopravvivenza e preservazione a noi sconosciuti, imperturbabile nelle numerose disgrazie personali e forte in quelle collettive. Forse sara’ anche la solidarieta’ e il fortissimo senso di appartenenza tribale, identita’, lealta’ e fede che spesso e’ una piaga per tutti loro, ma sicuramente li rende vicenti per altri aspetti, a discapito di quello che pensano in molti. Il tempo scorre, ma in Africa mai, l’africano e’ confinato nel suo presente ma con dignita’, ironia e tanta pazienza, la prime virtu’ africane…un po’ come le scritte che trovi sui matatu: “Non piangere, questa e’ l’Africa!” oppure “il tempo e’ denaro? Prendi tempo!” e l’africano sa bene come aspettare, sotto il sole e sotto la pioggia, accalcati nei mezzi di trasporto, perche’ una macchina, nel concetto africano, non è altro che un qualcosa capace di portare il più gran numero di persone e cose possibili…
l’ottimismo e la volontà di vivere vincono. Nonostante tutto, dalle baraccopoli metropolitane alle foreste, passando per il deserto e le citta’ europee.
E come un bravo giornalista scrive:”Un giorno o l’altro bisognerà liberarsi di tanta correttezza politica, di tanto perbenismo intellettuale e osare dire come uno la pensa veramente. No, gli uomini non sono tutti uguali; sì, le razze esistono, e si dividono in inferiori e superiori. E superiore a tutte è l’africana”.
Abbracci dal buio a tutti!
Gui