TCL - Carolina
Sembra che da ieri sera alla 8.00, ma come al solito le voci si confondono e si contraddicono qua, gli indigeni appartenenti alle Conaie (Confederazione delle organizzazioni indigene) che affollavano le strade principali di Imbabura e di altre 4 regioni, abbiano interrotto le proteste. O meglio…. hanno preso una pausa, un fine settimana di riposo…. Le panamericana che e’ rimasta, almeno qua da noi, impraticabile per quasi due settimane, bloccata in più punti da tronchi d’albero, sassi e pietre, adesso viene sgomberata; la gente si disperde, ognuna riprendendo il cammino per la sua comunità, al suo lavoro. Tutto sembra tornare alla normalità. Ma quello che mi sfugge è: sono stati raggiunti degli accordi?
Capire cosa succede intorno quando ci si trova nel centro del ciclone, spesso risulta complicato, tutto attorno si muove freneticamente, ma tu resti ferma esattamente nel centro, dove non si e’ mosso niente.
A Cotacachi non si è quasi avvertito il paro, tranne per il fatto che abbiamo smesso per qualche giorno di respirare la merda che esce dai tubi di scarico degli autobus malandati. E qualche altro piccolo disagio, niente giornali, né gas, nè benzina, qualche genere alimentare, né possibilità di muoversi da qua… Ma niente di più. Una città dichiarata, come il resto della regione, in stato d’allerta, ma che non ha cambiato nessuna abitudine. Non ho visto un militare passare di qua, in due settimane, il coprifuoco non credo sia stato rispettato (o meglio forse si, ma chi esce normalmente a Cotacachi dopo le 10 di sera??) e le riunioni hanno continuato a tenersi senza far caso alle restrizioni governative.
Comunque sia, anche se da qua non posso (per fortuna) raccontare storie truci di lotte fra l’esercito armato e gli indigeni, con le sole pietre, ho cercato per lo meno di capire le motivazioni… Intanto e’ evidente che le negoziazioni con gli Stati Uniti per il Trattato di Libero Commercio stanno proseguendo nonostante le proteste; con la firma di questo accordo si “faciliterebbe” l’intercambio di prodotti e servizi fra i due paesi. Quello che sto cercando di capire è se davvero é possibile stipulare dei trattati commerciali equi fra due paesi tanto diversi dal punto di vista economico &.
Per cercare una risposta sensata e giustificata mi sono letta un documento incomprensibile scritto in linguaggio commerciale-economico puro, redatto dal governo ecuadoriano sopra le negoziazioni. Ammetto che ancora non mi sono data una risposta…
Ma continuo nella mia ricerca e cerco di capire le motivazioni delle parti. Da un lato, le delegazioni ecuadoriane riunite a Washington per discutere gli ultimi 11 tavoli di discussione ( in teoria in 4 giorni….mi sa che dovranno parlare giorno e notte senza tregua..), assicurano mezzo stampa, che non accetteranno nessun compromesso che non sia vantaggioso per il popolo; dall’altro il popolo, giustamente, chiede chiarezza, sopratutto sull’eventuale introduzione di dazi sull’esportazione dei prodotti agricoli, la certificazione sanitaria degli stessi prodotti e la possibilità di perdere esclusività sulle tecniche di produzione dei prodotti artigianali. E vista l’incomprensibilità del documento e la scarsità di notizie sull’argomento, non mi stupisce troppo che coloro che stanno oggi muovendo le masse nelle manifestazioni, siano gli stessi che a suo tempo ( si parla di appena due e due legislazioni fa..) hanno appoggiato l’inizio delle negoziazioni…
E poi c’è’ la questione della Oxy, la multinazionale statunitense (ma c’è’ qualcosa in cui non abbiano le mani in pasta??) che ha costruito questi “bellissimi” oleodotti che attraversano il paese in bella vista e che, tanto per cambiare, si estraggono, si trasportano e si vendono il petrolio a due lire (come si suol dire “chi fa da sé”…..) . La questione è un altro motivo del sollevamento delle masse, anche se, per quanto ne so… almeno in Imbabura, non c’è nemmeno una goccia di petrolio… Ciò nonostante sarebbe bene che prendessero armi e bagagli e che se ne andassero a estrarre il petrolio da qualche altra parte, magari, tanto per cambiare, direttamente a casa loro….
Comunque sia, per il momento vige una calma, forse apparente, che in realtà non ha mai lasciato Cotacachi, e la mia vita prosegue uguale, senza cambiamenti……
Si aspettano novità sulle negoziazioni, l’eventuale firma del 1 Aprile del TLC, la marcia in Quito del 31,.. ed io continuo a cercare risposte alle mie domande,……