incontro con suor Caterina Mirimelli - Maria e Enzo

missione comboniana di kajo kaji - lomin - sud sudan

finalmente, dopo molti rinvii nel corso di questi ultimi anni, siamo riusciti a partire nel mese di agosto 2007 alla volta del sud sudan per incontrare la sorella caterina della missione comboniana di lomin.

era da tempo che suor caterina manifestava il desiderio che intraprendessimo questa avventura, per noi non usuale, a contatto con una realta’ africana composta da un mosaico di popoli del sud sudan sconvolti e sterminati da una crudele e interminabile guerra civile che il governo di kharthoum ha fomentato da parecchi decenni nei loro confronti.
l’indipendenza a cui anela il popolo del sud sudan e’ ben lungi dall’essere un fatto compiuto. per ora ci sono solo accordi di non belligeranza risalenti a circa 2 anni fa che dovrebbero contemplare nel 2011 l?effettuazione di un referendum sulla separazione del sud dal governo centrale.
in questo scenario nebuloso di instabilita’ politica dobbiamo ammettere che pensavamo con preoccupazione alle molteplici difficolta’ che il viaggio in questa terra martoriata avrebbe potuto riservarci.
anche la probabilita”, seppur remota, di qualche azione di guerriglia terroristica non era totalmente da sottovalutare e da escludere.
eppure, il desiderio di interessarci in prima persona della drammatica situazione del dopo guerra e della ricostruzione ci spingeva a superare ogni perplessita’.
siamo quindi partiti passando in sud sudan dal confine con il kenia, illegalmente per il governo di kharthum, senza visti e timbri sul passaporto ma solo con un permesso rilasciato dalla spla che fa le veci del governo provvisorio, accodandoci all’ami, l’organizzazione onlus di buccinasco che, con il fido silvano e roberto, portava aiuti umanitari destinati alla costruzione di 3 scuole nella zona dell’etnia toposa a kapoeta.
pesante lo scenario di desolazione a kapoeta.
le ferite, le lacerazioni della guerra erano ancora ben evidenti nelle strutture distrutte: chiese bombardate, edifici sventrati ne erano una tangibile testimonianza. pezzi di carri armati ancora giacevano lungo la strade principale e venivano “riciclati” per delimitare aree per la circolazione stradale.
non esiste asfalto, le strade sono solamente dei sentieri in terra battuta che nella stagione delle pioggie diventano acquitrini pieni di buche e voragini in cui annaspano e si impantanano i pochi mezzi pesanti in circolazione.
non esistono auto private e le infrastrutture sociali cominciano a comparire tra mille difficolta’ grazie agli aiuti umanitari di organizzazioni laiche o per l’opera instancabile dei padri, fratelli, sorelle delle molteplici missioni cristiane sparpagliate sul territorio.
in uno scenario inquietante abbiamo proseguito, non senza problemi causa presenza di mine e di sminatori lungo il percorso, raggiungendo juba indi yei dove abbiamo incontrato caterina.
in sua compagnia abbiamo vissuto una avventura straordinaria e una indimenticabile esperienza di vita. con le sue doti di umanita’, dolcezza, umilta’ e simpatia, ci ha preso sotto la sua ala protettrice e condotto fino a rumbek nella terra dei pastori dinka per riabbracciare, farci conoscere e amare le persone della sua prima missione in terra sudanese.
la comunita’ di agangrial le ha tributato un’accoglienza trionfale. e’ stato un turbinio di calorosi e interminabili abbracci, strette di mano infinite, di appassionati ricordi. instancabile, completamente attorniata da bimbi, donne, anziani e dai “suoi ragazzi e ragazze dinka” a cui ha fatto da insegnante, dispensava a tutti una parola e un sorriso.
ora che siamo ritornati nel nostro mondo ovattato, sotto alcuni aspetti sicuramente piu’ fortunato, e alle nostre quotidiane comodita’, siamo consapevoli di aver vissuto un viaggio indimenticabile e commovente.
siamo stati fatti oggetto senza alcun merito di calorose manifestazioni di benvenuto. abbiamo apprezzato, al di la’ delle indiscutibili differenze culturali, le doti di cordialita’ e generosita’ da parte di persone indigenti che non esitavano a condividere con l’ospite il poco cibo che possedevano. il rispetto per l’ospite e’ sacro anche se si versa nella piu’ totale poverta’.
ci siamo arricchiti spiritualmente osservando il loro genuino e dignitoso comportamento e il nostro impegno morale sara’ quello di attivarci maggiormente per dare loro una speranza in un futuro migliore.
con le offerte raccolte prima della partenza tra amici, conoscenti e famigliari, caterina potra? provvedere all?acquisto di un molino per la macinazione dei cereali, alla educazione scolastica superiore per un anno di 3 ragazzi dinka indigenti e alle necessita? di un ragazzino orfano che ha bisogno di essere mantenuto e fatto progredire negli studi.
nell?immediato, durante la stagione secca, c?e? anche l?impegno comboniano di iniziare la costruzione di una scuola secondaria a cuibet in terra dinka nelle vicinanze di rumbek. anche noi, con le nostre piccole donazioni, potremmo essere di sostegno al buon risultato del progetto in tempi brevi.

a caterina, a fulgida gasparini superiora provinciale per il sud sudan, ai padri pellerino, mario riva, giovanni delle missioni di rumbek, agangrial, bargel in terra dinka, ai fratelli valentino, erich (missione di kajo kaji) e elio croce (gulu uganda), inostri
piu’ sentiti ringraziamenti per averci aiutato a portare a compimento questa particolare e unica esperienza di vita.
un grazie di cuore agli amici silvano e roberto pattarin che ci hanno permesso di intraprendere questa avventura.

maria e enzo carugati

One Response to “incontro con suor Caterina Mirimelli - Maria e Enzo”

  1. caterina Says:

    grazie Maria ed Enzo. I miei amici Sudanesi vi saranno riconoscenti per aver parlato di loro sul web

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