1º mayo - Lorenzo

Sveglia alle 4:45.

La padrona di casa, solidale con l’iniziativa, si alza per farmi la colazione. Gran donna, la saluto con un bacio.

Esco in strada ed e’ ancora parecchio buio. La Habana Vieja e’ silenziosa e affascinante. Strada per strada inizio ad intravvedere varie persone che si incamminano.

compagni d’ufficioHo appuntamento alle 5:30 con i compagni del Oficina del Historiador vicino al Capidolio. La gente e’ gia’ numerosa, c’e’ musica che proviene dalle grande scalinata. I vari gruppi che si formano rappresentano i vari uffici; i compagni di lavoro, spesso con cappellino e maglietta a tono, si salutano e si preparano all’evento.

Grossi camion e pullman caricano i lavoratori per portarli verso la piazza della Rivoluzione. E’ lá che la manifestazione si svolge ed e’ lá che dobbiamo andare anche noi. Nel gruppetto con Jorge, Ana e Abel iniziamo a chiaccherare e ridere, diamo un’occhiata a giro, giusto in tempo per perdere il nostro autobus.

barrio cinoTanto meglio. Ci incamminiamo alle prime luci dell’alba attraverso il quartiere cinese e la zona universitaria.

Se ho capito bene, da quando Fidel non si presenta piu’ in pubblico, l’unica manifestazione di piazza permessa e’ quella del 1º di maggio. Mi hanno detto che l’anno scorso era stata un fiasco, la situazione politica assai incerta non aveva animato la popolazione.

ConcentramentoGia’ prima di arrivare nel viale antecedente a piazza della Rivoluzione si capisce subito che quest’anno le cose sono diverse. C’e’ un sacco di gente, di tutte le etá, vestiti in tutti i colori del mondo. Non mancano i sorrisi, la voglia di cantare e fare rumore. Sembra che la leggera apertura che il governo ha dato da quando Raul e’ al potere abbia risollevato l’animo e le speranze di molti cubani.

folla rossoLa folla é incolonnata nel grande viale. Ai lati non c’é verso di scappare e aggirare le protezioni. Gli allievi della scuola di polizia, in tenuta azzurra, controllano attentamente che si rispettino le ordinanze.

Jorge inizia a condurre un impudente zig zag fra la follauci computer trascinandosi dietro me, Ana e Abel. Grazie a questa iniziativa riusciamo a vedere molti dei gruppi di lavoratori che si sono preparati con le loro magliette, cappellini e cartelli. I piu’ fantasiosi hanno portato anche delle sculture in cartone e legno. La UCI, famosa universitá di Informatica, sfoggia un computer di compensato grande come una stanza, i suoi 10.000 studenti e 4.000 professori sono in gran parte presenti. E’ cosi’ che incontriacgilmo Eikel e Valle, duei dei prof. a cui ho insegnato in questi giorni. jose martiCon loro attraversiamo la grande piazza: a destra, sotto lo sguardo attento della statua di Jose Marti c’é il palco delle autoritá, si intravede anche una bandiera della CGIL, a sinistra la banda e il coro che ieri, per caso, eravamo venuti a vedere nelle prove.

Probabilmente le prove non sono finite bene perché la musica che si sente dagli altoparlanti e’ in playback. M’erano sembrati un po’ troppo disorganizzati…

Finita la sfilata ci appostiamo per vedere chi passa. Tra le costruzioni piu’ carine un taxi di compensato portato a spalla. Poi c’e’ la squadra olimpica nazionale nella sua tenuta rossa, mi indicano Sotomayor, il campione di salto in alto.

corteoIl corteo sfila liscio, nonostante la grande affluenza l’attesa per la sfilata e’ stata breve. Mi raccontano che quando Fidel presenziava la sfilata la gente rimaneva bloccata nel viale per ore, aspettando la fine del comizio sotto il sole. Oggi abbiamo aspettato sí e no un’oretta.

Torniamo a casa. La gente sembra soddisfatta. I commenti raccolti mirano tutti all’apertura che pare inevitabile per il futuro di Cuba, ciascuno la vede a suo modo e non mancano i pessimisti.

Lorenzo

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